L'ansia negativa o disfunzionale

Nella vita può accadere che la persona non sia capace di superare del tutto una situazione di pericolo, oppure allo stato d'allarme e attivazione non corrisponde un pericolo reale da fronteggiare e risolvere; in tal caso l'ansia si trasforma da risposta del tutto naturale e adattiva a sproporzionata o irrealistica preoccupazione, ed assume una connotazione di un disturbo psichico, perdendo la funzione di elemento di crescita e maturazione, divenendo piuttosto un elemento di squilibrio per la personalità. È così che l'ansia perde la sua funzione adattiva tesa a favorire il rapporto con l'ambiente, provocando al contrario disadattamento e perdita di contatto con l'ambiente stesso. Questa evenienza può presentarsi per diversi motivi, spesso difficilmente identificabili; in generale accade poiché vi è una valutazione errata delle percezioni che riceviamo da parte dei nostri processi cognitivi.

Quando ciò accade la persona tende a sviluppare varie tipologie di comportamento, in genere di tipo patologico, al fine di tenere sotto controllo le forti angosce che la attanagliano continuamente. Un esempio è il comportamento di evitamento, attraverso il quale la persona evita volontariamente e ripetutamente il contatto con la fonte d'ansia (per esempio evitare di andare in banca, posta, cinema…luoghi pubblici nel caso di attacchi di panico con agorafobia ), alimentando in maniera sempre maggiore la paura verso di essa. Nei casi più gravi può accadere che la persona perda la consapevolezza della fonte della propria ansia, rimuovendola a livello inconscio. Il meccanismo di difesa della rimozione agisce come una sorta di censura della mente, relegando i pensieri e i ricordi spiacevoli e minacciosi ad una parte inconscia della psiche. Questi elementi non vengono più ricordati, tuttavia restano presenti e continuano, di tanto in tanto, a generare angoscia. A questo punto l'ansia diventa generalizzata e non ha apparentemente una causa visibile.

Un tipo di ansia disfunzionale molto diffuso è, per esempio, l’ansia di prestazione. Essa si manifesta spesso negli studenti universitari, sotto forma di ansia da esame. Da un punto di vista cognitivo, l'ansia da esame determina sentimenti di fragilità ed inadeguatezza. La vulnerabilità dello studente che soffre di questo tipo di ansia è legata alla prestazione, ovvero alla paura di ricevere un voto basso, di perdere la stima dei propri genitori o del partner, o di vedere compromesso il proprio giudizio sociale. La rigidità di questa posizione subisce continui rinforzi da varie idee irrazionali del tipo: “Devo essere perfetto”, “Ho valore solamente se ottengo risultati”, “Se non ho successo gli altri mi criticano, mi isolano ed emarginano”. Tale visione assolutistica viene inoltre proiettata nel futuro, il quale viene immaginato come desolante e privo di possibilità di miglioramento, generalizzando la situazione dell'esame a tutte le altre situazioni della vita: “Diventerò un buono a nulla”, “La mia vita sarà insoddisfacente ed inutile”.

L'ansia si può manifestare sia con i pensieri, per esempio valutare in modo irrazionale la realtà e pensando di non essere in grado di svolgere un dato compito, di non essere all’altezza, di non potercela fare (autosvalutazione); oppure la tendenza di rimandare la decisione di affrontare un compito, un problema o la valutazione da parte di altri fino a quando non ci si ritiene perfettamente preparati (perfezionismo). Vi è poi un risvolto comportamentale. Si può reagire scappando e evitando la situazione, oppure affrontando di petto il problema. La reazione fisiologica prepara e predispone il soggetto all’azione.Le principali modificazioni fisiologiche sono:l'aumento della tensione muscolare (per poter reagire prontamente con la fuga o l'attacco in caso di necessità); la tachicardia in cui l'accelerazione dei battiti del cuore risulta percepibile. Aumento della pressione arteriosa; l'iperventilazione, cioè l'aumento della frequenza respiratoria al di fuori del controllo della persona, la cosiddetta “fame d’aria”, che può portare a provare un senso di vertigine e nei casi più gravi ad un annebbiamento della vista e progressiva diminuzione della capacità di comprensione.

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