Psicologia. Genitori e figli, le vacanza estive come occasione per recuperare il dialogo

Finita la scuola, in piena estate e in vacanza, anche il giovane adolescente libera il meglio di sé, in termini di gioia, forza, divertimento. Il genitore, dovrà vigilare, non sempre passo passo, affinchè il giovane non ecceda negli opposti che possono rilevarsi nel comportamento eccessivamente remissivo del giovane che a 17/18 anni continua a uscire solo con adulti e non si confronta con i coetanei o l’impulsivo che prova tutta la sua voglia di amare e possedere il mondo con “balle”, si ubriaca, torna sempre tardi e non dice nulla di sé ai genitori.

Il caso poi della giovane o del giovane che rimandata a scuola tenta il suicidio con i mezzi più disparati. Anche quest’anno nei nostri paesi si sono registrati più casi.
I segni di disagio psicologici si possono comprendere, quindi, quando ci sono comportamenti eccessivi: la ragazza che mangia troppo, beve troppo, sta fuori troppo…Il ragazzo che è isolato e non esce, chiuso in camera al computer. In questi casi è necessario un aiuto specifico.

I più difficili da individuare sono i comportamenti di quei ragazzi, apparentemente nella norma, ma che sono di per sé sono un chiaro segno di disagio nella realtà dei fatti.

Per esempio penso ora al caso di un giovane bocciato, che ha avuto una delusione sentimentale e che ha i genitori in piena crisi coniugale. Con gli adolescenti, proprio per la criticità del periodo, non si va in vacanza dal dialogo, proprio perché le caratteristiche tipiche dell’età, la rendicontazione delle cose che la scuola e la vita porta soprattutto d’ estate a accentuare le criticità che per molti sono positive, ma per pochi possono essere drammatiche.

Genitori, parlate con gli adolescenti, lasciate loro gli spazi, lottate con loro.

Non mollate, almeno voi, date una visione e spiegazione delle cose che capitano con certa serenità e poi dipende da caso a  caso.
Una cosa però: lottate perché non rimangano incastrati nel lutto del futuro. In un momento storico in cui la scuola è sempre più impegnativa, il lavoro è in crisi, la società a volte sembra in un regime anarchico, senza regole, in cui vince il più furbo, date al figlio /figli la possibilità di dialogar, di mantenere la motivazione per lottare e mantenere  una aspettativa reale di futuro anche per loro. Spiegate che la tecnologia è indispensabile, ma diventa dipendenza quando supera certi limiti. Spiegate alle giovani ragazze gli effetti dell’alcol. Spiegate al ragazzo bocciato come affrontare il recupero per l’esame di settembre.
Se per qualche motivo non è possibile, rivolgetevi a una persona di fiducia, medico di famiglia, psicologo/a, zio, ma lottate.
Lottare e crescere i figli non significa sostituirsi, perché così fan tutti e perché son tutti così…

Genitori, non incastrate i figli in un lutto sul proprio futuro.

Chiaramente la bocciatura è  difficile da gestire, ma non riversate nei figli responsabilità che non sono di nessuno…solo perché la realtà è così…Lottate per crescerli forti, sicuri, intelligenti!
Condividete con loro dialogo, mare e montagna, problemi e comportamenti positivi…
Alle madri: attenzione alla colpa!
Ai padri: non fate della eventuale bocciatura un questione di orgoglio personale o di potere.
A livello personale posso dire di avere avuto la fortuna di conoscere molte persone, tante di belle. Spesso la cultura e il lavoro fa appassionare le persone al mestiere che fanno…non vi è un nesso di causa effetto diretto tra un problema e le sue conseguenze, solo se  le cose che capitano vengono spiegate, costruite, fatte capitare, vissute, previste..Non dipende solo o tanto da ciò che capita, ma da come vengono elaborate e gestite le esperienze….

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